15 Marzo 2016 sergiobertani

“Blocco E, IV Piano” è il mio primo film. Parla di me.

Blocco E, IV Piano

Blocco E, IV Piano

Blocco E, IV Piano” parla di me.
Ma non in senso autobiografico. O meglio, non solo. Sì, la storia che viene narrata l’ho vissuta io, la cazzata che mi ha fatto finire rinchiuso là dentro l’ho fatta io, ma non intendevo dire questo. Era piuttosto una riflessione ad alta voce su quanti aspetti, quanti eventi, quante persone importanti della mia vita hanno curiosamente orbitato attorno a questo lavoro.

Di alcune cose non potrò parlare, ma altre invece meritano di essere riportate e ricordate.

In primis c’è Dario. Uno dei miei attori preferiti, fin da bambino. Colui che dà la voce a quel gigante di Anthony Hopkins (e non solo). La voce di Hannibal Lecter, di Doc Brown in Ritorno al Futuro, di Alfred nel Cavaliere Oscuro, di Bender in Futurama. E poi, “da grande”, ti trovi a lavorare assieme a lui su questo progetto, ti trovi ad assistere al suo entusiasmo nel recitare il tuo script e, in seguito, nel vedere il lavoro ultimato.

Prima ancora c’è Carlo U. Rossi. Uno dei più grandi pilastri della musica italiana. Produttore di Litfiba, Jovanotti, Max Pezzali e mille altri. Conosciuto in conservatorio, è stato un maestro (di professione e di vita) fondamentale. Tragicamente scomparso due anni fa, fu lui, dopo aver letto il mio script, a darmi il numero di Dario Penne. Anzi, tramite lui, fu direttamente Michele Salvemini, in arte Caparezza (Dario impersonava il giudice in “Le dimensioni del mio caos”).

Curioso anche il messaggio che mi mandò Christian Murgia, il tecnico che seguì Dario durante la registrazione presso gli studi Technicolor di Roma (studi che hanno chiuso i battenti pochi giorni dopo la mia session). Lo riporto: «Mi fa molto piacere aver partecipato a questo lavoro, anche perché è stato l’ultima incisione che ho eseguito in Technicolor nella sala 10, che era la mia preferita, e dove ho fatto i più bei film della mia carriera. Tanto per citarne alcuni: Star trek 1-2, The Lone Rangers, Buttleship, Savages, Red2, Rio1/2, i Croods, Turbo, Diaz, Django, super8, Cowboy vs Aliens, Cosmopolis, ecc.»

Ci sono stati in mezzo eventi e personaggi che hanno, di volta in volta, bloccato, resettato, fatto ripartire i lavori. Un grande professionista del teatro e del doppiaggio, collega di Penne, senza il cui spunto, tanto semplice quanto geniale, forse sarei ancora fermo a guardare il copione, chiuso e coperto di polvere, sulla mia scrivania. E i miei più cari amici, che hanno fatto un tifo perfino esagerato per tutto il tempo. Instancabili. Insomma, una serie di “coincidenze astrali” che hanno fatto sì che “Blocco E”, nel bene o nel male, fosse esattamente quello che doveva essere.

Tutti piccoli dettagli e aneddoti (e ne ho riportati appena la metà) che rendono questo modesto cortometraggio un lavoro a me immensamente caro, non solo a livello artistico-professionale, ma personale.

Ve lo lascio, con la speranza che non vi lasci indifferenti.


Aggiornamento (25-09-2017): il cortometraggio si è aggiudicato l’International Special Award al concorso “Short! Mini Film Festival“, il premio come Miglior Film d’Animazione al Los Angeles Cine Fest, il premio come Miglior Cortometraggio Italiano presso il festival Roma Cinema Doc, il premio per il Museo della Memoria Carceraria a Saluzzo in occasione del festival LiberAzioni, oltre le selezioni ufficiali per il Festival del Cinema Veramente Indipendente a Roma (15 Aprile), per il premio ECMovie presso Etna Comics (Catania, 4 giugno), per il Premio Carpine d’Argento, per l’IndieWise Festival in Florida, per il festival GeoFilmFestival and ExpoCinema di Padova e per il 5th Nepal Human Rights International Film Festival. “Blocco E” è stato proiettato al Festival dei Matti 2017 Venezia.

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